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il lavorista VIII n. 2

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UNA NUOVA DICHIARAZIONE

PER I DIRITTI FONDAMENTALI DELL’UOMO:

IL DIRITTO ALLA LIBERTÀ  DI PENSIERO E DI CULTURA

di Gaetano Veneto

Siamo alla fine di luglio, ma non è possibile andare in vacanza senza un appello.

Il nostro Centro Studi non può rimanere estraneo, indifferente, assente in questo gravissimo momento che, nel pieno dell’estate, appare un tragico segno di degrado della civiltà, dei diritti fondamentali degli uomini in un Occidente già largamente ferito da atti di intolleranza e barbarie che rischiano di riportare indietro l’orologio della storia senza che si vedano all’orizzonte atti concreti capaci di riprendere il percorso della libertà, della tolleranza e della solidarietà.

Le nostre battaglie ed il nostro impegno sono tutti rivolti alla tutela e allo sviluppo di una Società che sempre più garantisca, attraverso ogni forma di lavoro, la crescita di più ampi diritti quali quelli alla libertà dal bisogno, alla salute, alla progressiva generalizzazione del diritto allo studio, e ancora al diritto alla libertà di espressione. È una battaglia, questa, per un benessere sempre più diffuso che attacchi alle radici l’attuale spaventoso divario tra l’1% di ricchi nel mondo ed il resto della società, con enormi sacche di miseria.

A questa battaglia per lo sviluppo del “diritto dei lavori” oggi si contrappone un “mostro”: la violenza, figlia dell’oscurantismo culturale e religioso, insieme allo sbandamento di migliaia di giovani sempre più acriticamente “drogati” da un finto libero accesso a beni, quali quelli della comunicazione facile con tecnologie di altrettanto facile accesso, per una massificazione cieca, trovano terreno di coltura in tutte le forme di attacco alla libertà di pensiero, di espressione e, lo si ripete, di ricerca.

L’ultimo attacco che con questa nostra durissima presa di posizione si propone all’attenzione dei nostri lettori viene da un Paese vicino, finora avventatamente, o forse callidamente per malcelati interessi, corteggiato per una adesione, a dir poco avventurosa, ad una già barcollante Unione Europea.

Mentre la Gran Bretagna, con la pericolosa Brexit, deve farci riflettere sui valori e sulle prospettive della Comunità, la Turchia si presentava alle porte della stessa, mentre al suo interno covavano strane forme di “golpe” o, forse più credibilmente, “autogolpe” con Generali, soldati e comparse da operetta.

Alcuni decenni addietro, nei primi anni Cinquanta, qualche governante del nostro Paese diceva: “Quando sento parlare di cultura, metto mano alla pistola”.

In questi giorni i repulisti di massa nel mondo della cultura, quali che siano le ragioni o le giustificazioni politiche, che qui non è il caso né la sede di affrontare, quando riguardano, come nel caso della Turchia, la libertà di pensiero e tutte le forme del lavoro intellettuale liberamente esercitate in un Paese che voglia essere nostro sodale nella Comunità, devono essere esecrati e combattuti.

Il lavoro dell’uomo, le prospettive dei giovani di tutto il mondo per un lavoro libero e creativo, devono sempre essere tutelati: per essi abbiamo l’obbligo di muoverci.

Il nostro Centro Studi, con ogni sua iniziativa, propone una piattaforma alle Istituzioni scolastiche ed accademiche, di ricerca, a tutti gli enti della cultura della nostra Regione e del Mezzogiorno, mettendosi a disposizione per ogni forma di sostegno agli studiosi, ai ricercatori, ai docenti del dolente Paese amico, perché superi questo momento di oscurantismo, di violenza e di sopraffazione, in nome dei Diritti Fondamentali dell’Uomo: il diritto alla libertà di pensiero e alla cultura libera.

 


 

Ultimo aggiornamento Sabato 24 Settembre 2016 18:20
 

PENSIONI E REDDITO DI CITTADINANZA

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Mobbing e terrorismo psicologico

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Costituisce mobbing la condotta del datore di lavoro, sistematica e protratta nel tempo, tenuta nei confronti del lavoratore nell'ambiente di lavoro, che si risolva, sul piano oggettivo, in sistematici e reiterati abusi, idonei a configurare il cosiddetto terrorismo psicologico, e si caratterizzi, sul piano soggettivo, con la coscienza ed intenzione del datore di lavoro di arrecare danni - di vario tipo ed entità - al dipendente medesimo.

Nota

La Corte d'Appello di Perugia, in riforma della sentenza del tribunale di Terni, rigettava la domanda proposta da un lavoratore volta ad ottenere nei confronti dell'INAIL la rendita per malattia professionale (disturbo dell'adattamento con umore depresso) derivante dalla condotta mobbizzante posta in essere nei suoi confronti dal datore di lavoro.

La Corte territoriale riteneva insussistente

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Esiti degli esami scritti di avvocato

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Esami Avvocato (sessione 2015)
risultati e ammessi agli orali
 
Oggi, 24 giugno 2016, la Corte di Appello di Bari ha reso noti gli esiti degli esami di stato di avvocato.
Tutti gli ammessi saranno tenuti a sostenere gli esami orali che si svolgono nel mese di dicembre 2016
 
Per visualizzare i risultati degli appartenenti alla Corte di Appello di Bari clicca qui
Ultimo aggiornamento Venerdì 24 Giugno 2016 17:37
 

Il demansionamento senza mobbing legittima pienamente il danno biologico

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Corte di cassazione - Sezione lavoro - Sentenza 5 novembre 2015 n. 22635

Riconosciuto il danno biologico con il solo demansionamento senza che debba esserci anche il mobbing. Questo in estrema sintesi il principio espresso dalla Cassazione con la sentenza n. 22635/2015. La Corte, in particolare, si è trovata alle prese con un prestatore che, in ragione anche di alcune assenze dal lavoro, si era visto togliere il lavoro che era stato ridistribuito tra

Ultimo aggiornamento Sabato 07 Novembre 2015 14:25 Leggi tutto...
 
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