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il lavorista VII n. 5

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di Antonio Belsito 
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Ultimo aggiornamento Sabato 06 Febbraio 2016 08:26
 

Il demansionamento senza mobbing legittima pienamente il danno biologico

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Corte di cassazione - Sezione lavoro - Sentenza 5 novembre 2015 n. 22635

Riconosciuto il danno biologico con il solo demansionamento senza che debba esserci anche il mobbing. Questo in estrema sintesi il principio espresso dalla Cassazione con la sentenza n. 22635/2015. La Corte, in particolare, si è trovata alle prese con un prestatore che, in ragione anche di alcune assenze dal lavoro, si era visto togliere il lavoro che era stato ridistribuito tra

Ultimo aggiornamento Sabato 07 Novembre 2015 14:25 Leggi tutto...
 

Job act - Normativa

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Legge delega n. 183/2014

Decreti attuativi:

  1. D.lgs. 4 marzo 2015 n. 22 - Disposizioni per il riordino della normativa in materia di ammortizzatori sociali in caso di disoccupazione involontaria e di ricollocazione dei lavoratori disoccupati in attuazione della legge 10 dicembre 2014, n. 183 (GU Serie Generale n. 54 del 06/03/2015)
  2. D.lgs. 4 marzo 2015, n. 23 - Disposizioni in materia di contratto di lavoro a tempo indeterminato a tutele crescenti, in attuazione della legge 10 dicembre 2014, n. 183 (GU Serie Generale n. 54 del 06/03/2015)
  3. D.lgs. 15 giugno 2015, n. 80 - Misure per la conciliazione delle esigenze di cura, di vita e di lavoro in attuazione dell'articolo 1, commi 8 e 9, della legge 10 dicembre 2014, n. 183 (GU n. 144 del 24/06/2015 - Suppl. Ordinario n. 34)
  4. D.lgs. 15 giugno 2015, n. 81 - Disciplina organica dei contratti di lavoro e revisione della normativa in tema di mansioni, a norma dell'articolo 1, comma 7, della legge 10 dicembre 2014, n. 183 (GU n. 144 del 24/06/2015 - Suppl. ordinario n. 34)
  5. D.lgs. 14 settembre 2015, n. 148 - Disposizioni per il riordino della normativa in materia di ammortizzatori sociali in costanza di rapporto di lavoro, in attuazione della legge 10 dicembre 2014, n. 183 (GU n. 221 del 23/09/2915 - Suppl. Ordinario n. 53)
  6. D.lgs. 14 settembre 2015, n. 149 - Disposizioni per la razionalizzazione e la semplificazione dell'attività ispettiva in materia di lavoro e legislazione sociale in attuazione della legge 10 dicembre 2014, n. 183 (GU n. 221 del 23/09/2915 - Suppl. Ordinario n. 53)
  7. D.lgs. 14 settembre 2015, n. 150 - Disposizioni per il riordino della normativa in materia di servizi per il lavoro e di politiche attive, ai sensi dell'articolo 1, comma 3, della legge 10 dicembre 2014, n. 183 (GU n. 221 del 23/09/2915 - Suppl. Ordinario n. 53)
  8. D.lgs. 14 settembre 2015, n. 151 - Disposizioni di razionalizzazione e semplificazione delle procedure e degli adempimenti a carico di cittadini e imprese e altre disposizioni in materia di rapporto di lavoro e pari opportunità, in attuazione della legge 10 dicembre 2014, n. 183 (GU n. 221 del 23/09/2915 - Suppl. Ordinario n. 53)
Ultimo aggiornamento Martedì 29 Settembre 2015 18:07
 

La condotta contraria al "minimo etico" può giustificare il licenziamento

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È legittimo il licenziamento disciplinare di quel lavoratore che accetta "regalie" in contrasto con la Policy aziendale, e comunque, tale comportamento, che viola le regole generali di correttezza e buona fede, minando il vincolo fiduciario, giustifica la massima sanzione del licenziamento

Cass. sez. lav. 10 luglio 2015, n. 14446 - Pres. Stile - Rel. De Marinis

È legittimo il licenziamento disciplinare di quel lavoratore che accetta, per motivi del suo ufficio, "regalie consistenti". La condotta, oltre a violare (seppur indirettamente) la policy aziendale, si palesa contraria alle regole di correttezza e buona fede che più in generale governano la dinamica del mercato del lavoro.
Infatti, a nulla vale, a giudizio della Suprema Corte, la denuncia da parte del lavoratore della violazione e falsa applicazione dell'articolo 7 dello Statuto dei Lavoratori che disciplina la pubblicità dei precetti rilevanti sul piano disciplinare recati dal Codice di comportamento aziendale. Tale argomento si rivela insuscettibile di smentire la nozione di "minimo etico", intendendosi, con essa, la possibilità per il lavoratore, e per ogni persona comune, di rappresentarsi per communis opinio l'illiceità di una data azione.

 

Ultimo aggiornamento Martedì 29 Settembre 2015 18:09
 

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Ultimo aggiornamento Lunedì 03 Giugno 2013 20:04
 

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