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L’ATTUALE EMERGENZA E IL “CIGNO NERO”

IL RAPPORTO (NON) VIRTUOSO TRA FINANZA INTERNAZIONALE, GLOBALIZZAZIONE E CORONAVIRUS

IL RUOLO INSOSTITUIBILE DELLA CARTA STAMPATA

 

Ho sotto gli occhi, nel momento in cui scrivo, una recente intervista di un economista e filosofo libanese, da anni docente nelle Accademie USA apparso sulla stampa nazionale, il Prof. Taleb. Mi ha colpito, a prescindere dai riferimenti, su cui tornerò in appresso, alla situazione economica internazionale e all’incertezza, purtroppo frammista ad una paura generale per lo più indotta da mass-media sfuggiti di mano agli stessi gestori, assaliti da dati e notizie diffusi a piene mani anche da stolti o incolti, una considerazione finale. In essa si riporta l’irritazione di Umberto Eco, riferita da Taleb, a fronte di una domanda spesso fattagli dai visitatori della ricca biblioteca del grande semiologo bolognese. “Ha letto tutti questi libri?” chiedevano i visitatori, difronte al gran numero di volumi: l’irritazione di Eco nasceva dalla candida dimostrazione di una totale incomprensione del valore di una biblioteca, tanto ricca di libri, riviste e giornali, base imprescindibile per la ricerca critica da utilizzare sempre per comprendere in profondità l’andamento delle cose, dei fatti, dei vari “Cigni Neri”, nella storia dell’umanità, fino al coronavirus odierno.

Capita anche a me, con le persone più vicine, con gli allievi, i colleghi e tutti quelli che avanzano la stessa banale domanda, alla vista della, se pur più modesta, mia biblioteca. In questi giorni la “banalità” si mescola con l’ubriacatura generale procurata da notizie, fake news, prediche e soprattutto provvedimenti di Governo, Regioni, Enti locali che, senza un filo conduttore chiaro, cercano di rispondere ai gravi problemi, anche economici che questa, ad oggi incontrollabile, epidemia sta provocando. È il portato dei social e mass-media che raramente attingono a qualche volume della biblioteca di Eco e, più modestamente, della mia. Mi sento oppresso ed insieme sempre soffocato dalla stupidità umana, scatenata da informazioni acritiche sulle “zone rosse”, o su vicini territori di una antica cultura agricola, come San Marco in Lamis, sbattuti anche loro in prima pagina, come “mostri” e vettori del terribile morbo. Alla mia richiesta di chiarimenti su questa paura contagiata e contagiante, sempre acriticamente, l’interlocutore risponde: ma come? Non hai visto stamane su Facebook?

Ecco che allora mi appare più chiara, e ben giustificata, la mia naturale ed epidermica idiosincrasia verso l’uso – abuso dei facili strumenti di (dis)informazione dei mass-media, soprattutto stimolata e drogata da tutte le diavolerie, assolutamente prive di senso critico e spesso perciò inaffidabili, che passano in tempo reale dal cellulare al tablet, con tutte le annesse espressioni comunicative, dalle più semplici, Facebook e Twitter, alle più nuove e sofisticate.

La globalizzazione, espressione ed insieme madre e figlia di una finanza mondiale, ben diversa dai tempi di Marx o, più di recente, da quelli di Keynes, ha finito per svuotare di significato, rilevanza e potere, le istituzioni statuali o internazionali, così divenendo incontrollabile e sostanzialmente padrona dell’intero sistema capitalistico, sia quello delle democrazie occidentali, che quello delle autocrazie ex comuniste dell’altro emisfero. Il crollo dei sistemi rappresentativi minati dalla finanza globale ed incontrollata subisce così scosse, come in questi tempi, contro le quali è difficile, se non impossibile, opporre adeguati e vincenti, in quanto coordinati tra Stati ed ordinamenti supernazionali (dall’ONU alle articolazioni come l’OMS), strumenti di difesa, sul piano generale, politico ed economico.

Quale il messaggio da proporre a fronte dell’opposto, quello del “Cigno Nero”? È l’invito ad usare criticamente tutto il patrimonio che nei secoli la carta stampata ci offre, attingendo alle solide biblioteche del sapere, così utilizzando criticamente le capacità di ognuno di noi, proponendo adeguatamente interventi meno estemporanei e facendo i conti con il patrimonio della storia. Si potrà così riprendere il cammino della storia, leggendo, la stampa seria, quella degna degli uomini “pensanti”, anche utilizzando l’A.I., l’intelligenza artificiale, mezzo e non fine per noi. Ce la faremo, con la ponderata calma e con i garanti del sistema, Mattarella per tutti, a proseguire nel cammino della Storia tra pericoli e nostri sforzi comuni per il loro superamento.

GAETANO VENETO

 

 

2009 - 2019

Centro Studi Diritto dei Lavori

10 ANNI

di intense attività culturali giuslavoristiche

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Ultimo aggiornamento Lunedì 08 Giugno 2020 19:32  

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